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Un Paese che esporta: La forza del Made in Italy

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IL SOLE 24 ORE - Export Made in Italy vicino al record

L’export agroalimentare italiano spinge a fondo sul pedale dell’acceleratore. Nel bilancio ormai quasi completo del 2017 l’Istat, con un 7,2% di crescita anno su anno e un fatturato di 37,6 miliardi, tra prodotti agricoli e trasformati, ha confermato nel dato di ne anno scorso i forti progressi delle vendite all’estero.

Una performance che proietta il risultato di fine anno sopra la soglia record dei 40 miliardi. Per Federalimentare la forza del Made in Italy nel mondo dimostra che, di questo passo, l’agroalimentare italiano potrà facilmente raggiungere la soglia-obiettivo dei 50 miliardi entro il 2020.
Per Fondimpresa, tutto ciò è frutto dell’impegno dell’industria alimentare in ricerca, innovazione e formazione. L’industria alimentare investe oggi l’8% del fatturato in ricerca e sviluppo, coniugando la sapienza, le tradizioni e i localismi del modello alimentare italiano con la costante innovazione di processo e di prodotto. Oggi circa un quarto (25%) del fatturato dell’agroalimentare è costituito da prodotti per i quali l’innovazione, anche incrementale, costituisce un fattore essenziale.
La formazione è driver della competitività del settore. Per i laureati le discipline più richieste dalle imprese alimentari sono:

  • economico-commerciali, marketing e amministrative – 35% (in quest’area rientra la figura dell’EXPORT MANAGER)
  • scientifiche, tecnologico-alimentari, biochimiche – 25%

  • ingegneristiche, ambientali, logistiche, supply chain – 21%

  • giuridiche – 19%

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