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Master in Esperto in Disabilità e Sostegno all'Aprendimento: L'intervista di Francesca

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L'esperienza di chi ha già frequentato i corsi di alta formazione targati Master Basilicata

  • Qual è stato il tuo percorso di studi prima di iscriverti al Master?
    Il mio percorso di studi prima di iscrivermi al Master è stato il seguente: Liceo Socio-psico-pedagogico presso Istituto Giustino Fortunato di Rionero in Vulture con votazione 98/100. Laurea triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione presso Università degli Studi di Foggia con votazione 110 e lode. Laurea Specialistica in Scienze Pedagogiche e della Progettazione Educativa presso Università degli Studi di Foggia con votazione 110 e lode.

  • Avevi fin da subito le idee chiare sul lavoro che avresti voluto svolgere?
    Fin da quando ero ancora una bambina, le maestre hanno riconosciuto in me una forte capacità empatica e una particolare propensione nel relazionarmi con gli altri. Man mano che crescevo, in me è maturata la consapevolezza e il desiderio di voler lavorare nel sociale ma non ero ancora in grado di identificarmi o di scegliere una professione specifica che potesse rispecchiare questa mia volontà. Gli anni del liceo sono stati sicuramente decisivi in quanto ho avuto modo di conoscere e approcciarmi a materie umanistiche. Studiare Pedagogisti come Maria Montessori, ha sicuramente contribuito a mostrarmi il sentiero professionale che rispecchia la mia personalità e le mie virtù.

  • Come è cambiata la tua vita in poco più di un anno?
    In un anno sicuramente è avvenuta una grande svolta nella mia vita. Terminati gli studi universitari, mi sono specializzata nell’ambito della disabilità, una realtà che, attraverso l’esperienza del Master, ho avuto modo di conoscere da vicino. Successivamente mi sono confrontata con il mondo del lavoro. Attualmente, infatti, sono educatrice presso una nota Associazione e svolgo questa professione anche presso una scuola elementare. Certamente è stato un anno ricco di soddisfazioni.

  • Cosa avresti voluto imparare che ti è mancato?
    Tutto ciò che ho imparato durante gli anni di studio e di formazione, a cui ho dedicato molta dedizione e impegno, si sono rivelati vincenti sul campo. Sono convinta che non si finisca mai di imparare e, con la consapevolezza che sia impossibile raggiungere un sapere assoluto, non c’è qualcosa che mi è mancato ma, sicuramente, c’è ancora un lungo viaggio di conoscenza e di scoperta da affrontare.

  • Avresti trovato questo lavoro se non avessi frequentato il master?
    Molto probabilmente avrei trovato questo lavoro anche se non avessi frequentato il Master. Quest’ultimo però, ha sicuramente rappresentato una “marcia in più” sia in termini di punteggio nelle graduatorie dei bandi rivolti alla figura dell’educatore e del pedagogista che, soprattutto, a livello professionale. Il mondo del lavoro, infatti, richiede capacità, competenze e figure professionali specializzate per potersi confrontare con una realtà e con soggetti in formazione sempre più dinamici, flessibili ed eterogenei.

  • Rifaresti questa scelta?
    Il Master è stato molto impegnativo, non sono di certo mancati i momenti di stanchezza soprattutto nella fase finale. Posso sicuramente dire che rifarei la scelta di frequentare questo percorso in quanto per me ha rappresentato prima di tutto una crescita personale e, a livello professionale, di certo non sono mancati i suoi frutti: studiare la LIS, il sistema di scrittura Braille, partecipare ad eventi sociali dedicati alla disabilità, ha contribuito a rendere l’intero percorso un’esperienza dinamica e ad acquisire capacità indispensabili per confrontarsi con una realtà educativa in cui ad emergere è sempre più la parola Diversità. Diversità non più come termine che incute paura ma come valore da tutelare e valorizzare per unirci e arricchirci.

  • A chi consigli questo master e perché?
    Consiglierei questo Master non solo a chi ha seguito un percorso formativo simile al mio. Lo consiglierei principalmente a tutti coloro che hanno voglia di andare avanti e di non restare fermi, a chi ha voglia di continuare ad apprendere e di accettare nuove sfide, a chi ha voglia di mettersi in gioco, di crescere e imparare a conoscersi ma, soprattutto, lo consiglierei a tutti coloro che hanno voglia di confrontarsi con un mondo che aspetta solo di essere scoperto.

     

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